Xiaomi SU7 Ultra: il sogno elettrico si scontra col mercato
Xiaomi ha fatto il suo ingresso nell’industria automobilistica con la sicurezza di chi è abituato a vincere subito. I successi nel mondo degli smartphone le avevano insegnato che scala e velocità possono travolgere qualsiasi mercato. Ma le auto di lusso non perdonano: un prezzo a cinque zeri ha raffreddato l’entusiasmo dei fan più in fretta di qualsiasi aggiornamento software. Dopo il lancio fragoroso della SU7 Ultra, i primi dati di vendita hanno raccontato una realtà molto meno lusinghiera. La fila di veri acquirenti si è assottigliata più rapidamente di quanto l’auto possa raggiungere la sua velocità massima dichiarata.
Xiaomi ha fatto irruzione nel mondo dell’auto presentando la SU7 Ultra come manifesto tecnologico, una macchina pensata per sfidare le sportive più celebrate del pianeta. L’inizio sembrava da record: appena dieci minuti dopo l’apertura degli ordini, l’azienda annunciava 6.900 prenotazioni. Due ore dopo, la soglia magica dei 10.000 era già superata. Ma l’incantesimo è durato poco. Un click dettato dall’entusiasmo e un contratto d’acquisto firmato sono impegni ben diversi.
A fine anno, le migliaia di prenotazioni si sono ridotte a poche unità, una transizione più imbarazzante che trionfale. A marzo Xiaomi parlava ancora di domanda record, ma a dicembre le immatricolazioni della SU7 Ultra erano crollate a 45–49 auto al mese. Dal picco primaverile di oltre 3.000 unità mensili, la domanda si è ridotta di quasi settanta volte. Anche se Xiaomi ha tecnicamente raggiunto l’obiettivo annuale di 10.000 auto vendute, le statistiche nascondono una verità scomoda: nella seconda metà dell’anno la Ultra è diventata un prodotto marginale, affidato a venditori alle prime armi e con scarso successo.
I problemi di qualità minano le promesse
I numeri raccontano solo metà della storia. Il vero nodo sono quelli che gli ingegneri Xiaomi chiamano con garbo “sfide software” e che i clienti definiscono senza mezzi termini scarsa qualità. In un’importante indagine cinese sulla qualità delle auto elettriche condotta a inizio 2025, la SU7 si è piazzata ultima su 29 modelli testati, risultando la più difettosa. Nel mondo degli smartphone, i bug si risolvono con un update. Nell’auto, la fisica è meno flessibile. I proprietari si sono lamentati di tutto: paraurti deformati, lamiere montate male, difetti software fantasma, fino a vetture che si muovevano da sole in garage.
Particolarmente dannoso lo scandalo degli elementi decorativi: le prese d’aria in carbonio, pubblicizzate come funzionali e aerodinamiche, erano solo scenografia. Non raffreddavano né freni né motori. Per chi spende circa 70.000 euro, questa è una presa in giro. Centinaia di clienti hanno chiesto il riacquisto, sostenendo che a questi livelli il teatro va lasciato ai palcoscenici, non alle auto.
Le prestazioni sotto accusa
Nemmeno la dinamica di guida, tanto sbandierata da Xiaomi, è uscita indenne. Test indipendenti hanno mostrato che, sotto guida sportiva, i freni andavano in crisi dopo pochi giri. Per un’auto che vanta un giro record al Nürburgring, la cosa è imbarazzante. Xiaomi ha risposto con un limite software che tagliava oltre 600 cavalli per evitare rischi. Gli acquirenti non hanno gradito: nessuno paga per una potenza a quattro cifre per usarne la metà.
Il risultato è un problema d’immagine che nessun aggiornamento potrà cancellare. La SU7 Ultra appare brillante e veloce, ma tradita da una qualità costruttiva che non regge le ambizioni di un gigante tech. Sembra più un costoso giocattolo per adulti che una vera sportiva.
Mentre i concorrenti osservano con malcelato divertimento, la dirigenza Xiaomi ostenta calma, parlando di normali dinamiche di mercato. Ma un raffreddamento così drastico dopo i riflettori è difficile da ignorare. Dimostra che anche la fanbase più fedele ha un limite di sopportazione economica. I numeri di cavalli e le accelerazioni da copertina non bastano in un mercato dove storia e status contano più della velocità del processore.
Per i nuovi arrivati la lezione è chiara: l’auto si muove lenta, ricorda gli errori e non perdona. È un ambiente molto più spietato del mondo dei gadget.