Xiaomi SU7, scandalo maniglie: sicurezza sotto accusa
Il colosso tecnologico Xiaomi aveva promesso di rivoluzionare la mobilità elettrica con il debutto nel settore auto. Ora si trova ad affrontare la crisi più grave della sua giovane carriera automobilistica: media e autorità cinesi chiedono il richiamo di tutte le 370.000 berline SU7 di prima generazione vendute finora, a causa di un grave difetto di sicurezza legato alle maniglie elettroniche a filo.
Il caso ruota attorno alla Xiaomi SU7 e alle sue maniglie a scomparsa, una soluzione di design ormai di moda tra le elettriche. Il fascino è evidente: aerodinamica più pulita, look futuristico e qualche punto di efficienza in più. Il rischio, però, si è rivelato tutt’altro che estetico.
Un incidente mortale ha messo a nudo la debolezza del sistema. Nell’ottobre 2024, un grave schianto a Chengdu ha evidenziato la vulnerabilità delle maniglie elettroniche: durante l’impatto, il sistema a bassa tensione che alimenta le serrature si è danneggiato. A differenza di molte rivali, la SU7 di prima generazione non prevedeva un rilascio meccanico d’emergenza accessibile dall’esterno.
Quando l’alimentazione elettrica è venuta meno, le porte sono rimaste bloccate nonostante i tentativi disperati di aprirle. L’auto ha preso fuoco e il conducente non è riuscito a salvarsi. L’episodio ha scatenato indignazione pubblica e sollevato interrogativi urgenti sul compromesso tra ambizione stilistica e ingegneria della sicurezza di base.
Xiaomi ha provato a correre ai ripari con aggiornamenti software, ma esperti e critici sottolineano che il problema è strutturale, non digitale. Senza un comando meccanico fisico, nessuna riga di codice può garantire l’accesso in uno scenario estremo.
Le pressioni del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology cinese hanno già portato a standard più severi: dal 2027, sistemi di maniglie esterne esclusivamente elettroniche saranno vietati.
Xiaomi ha importato nel mondo auto la filosofia dello sviluppo rapido tipica degli smartphone, dove il beta testing sul campo è la norma. Ma se nell’elettronica di consumo un bug causa fastidi, nell’auto un errore di progettazione può costare la vita.
A febbraio, Xiaomi ha confermato la fine della produzione della SU7 di prima generazione. Il modello rivisto, atteso per il 2026, rispetterà i nuovi requisiti di sicurezza. Resta però il nodo di centinaia di migliaia di vetture già in circolazione.
In caso di incidente grave, i soccorritori potrebbero trovarsi davanti a porte che non si aprono con i metodi convenzionali. Spesso l’unica soluzione rapida resta rompere il vetro. Chi oggi valuta l’acquisto di un’elettrica dovrebbe porsi una domanda in più: il sistema di chiusura delle porte prevede un backup meccanico funzionante anche senza batteria?
La sicurezza non può diventare vittima collaterale dell’estetica. Il caso SU7 è un monito per l’intero settore: il design non deve mai trasformare un’auto in una trappola sigillata quando il tempo è una questione di vita o di morte.