auto.pub logo
Volkswagen Golf GTI EDITION 50
Fullscreen Image

Volkswagen di nuovo sotto accusa per i motori EA888

Autore auto.pub | Pubblicato il: 03.03.2026

Secondo i querelanti, questi motori presentano un difetto che porta a un consumo d’olio eccessivo. Nei casi più gravi, il problema può causare lo spegnimento improvviso del motore o addirittura danni catastrofici. Volkswagen, dal canto suo, sostiene che i consumi rientrino nei parametri di funzionamento normali.

Il caso si concentra soprattutto sulla Volkswagen Tiguan prodotta tra il 2022 e il 2023, ma la questione riguarda ben più di un solo SUV.

Il presunto difetto al centro della causa

Al centro della causa c’è il motore EA888, vero pilastro della gamma Volkswagen e Audi. Gli esperti citati dagli attori sostengono che i segmenti dei pistoni, difettosi o troppo morbidi, non riescano a rimuovere l’olio in eccesso dalle pareti dei cilindri. Di conseguenza, l’olio finisce nella camera di combustione e viene bruciato.

La combustione dell’olio genera depositi di carbonio che, col tempo, possono ostruire il sistema di ventilazione del basamento. Quando la valvola PCV si blocca, la pressione interna aumenta, rischiando di danneggiare guarnizioni e paraoli e, nei casi peggiori, di rompere il coperchio in plastica della coppa dell’olio.

I proprietari segnalano consumi d’olio tra 0,5 e 1 litro ogni 1000–2000 chilometri. I concessionari, secondo le accuse, si rifiutano di effettuare riparazioni importanti come la sostituzione dei segmenti anche su auto ancora in garanzia, sostenendo che tali consumi siano tollerati dal costruttore.

Un problema che coinvolge molti modelli

Poiché il motore EA888 equipaggia numerosi modelli, l’impatto potenziale è notevole.

Tra le Volkswagen citate nella denuncia figurano Tiguan, Atlas, GTI, Golf R e Jetta. Sul fronte Audi, la lista comprende A3, A4, A5, Q3, Q5 e TT. In pratica, alcune delle auto e SUV a benzina più popolari del gruppo.

A inizio gennaio, il tribunale ha respinto buona parte delle obiezioni di Volkswagen, permettendo alla causa di andare avanti. Questa decisione apre la strada a centinaia di migliaia di proprietari che potrebbero ottenere risarcimenti o riparazioni gratuite se la causa dovesse concludersi a loro favore.

Reputazione e costi in gioco

Gli analisti avvertono che una strategia basata sulla negazione potrebbe rivelarsi molto costosa. Gli automobilisti costretti a rabboccare l’olio ogni poche settimane difficilmente lo considereranno un vezzo tecnico. Per un marchio che fonda la sua reputazione sull’ingegneria tedesca, accuse persistenti di consumi eccessivi rischiano di minare la fiducia.

Se il tribunale dovesse ordinare un richiamo di massa per sostituire i segmenti dei pistoni su centinaia di migliaia di motori EA888, il conto potrebbe arrivare a miliardi di euro. C’è anche una questione ambientale: bruciare olio danneggia i catalizzatori e aumenta le emissioni, un aspetto che mal si concilia con le normative attuali.

Cosa dovrebbero fare i proprietari

Chi guida un’auto con motore EA888 farebbe bene a documentare tutto: conservare le ricevute dell’olio acquistato e richiedere un test ufficiale del consumo d’olio presso un concessionario autorizzato.

Affidarsi ciecamente agli intervalli di manutenzione da 30.000 chilometri non è prudente. Meglio controllare il livello ogni 1000 chilometri. Fumo blu allo scarico a freddo, funzionamento irregolare o la spia motore accesa sono segnali che il consumo d’olio è ormai un problema serio.

Per Volkswagen, l’EA888 è stato a lungo un pilastro tecnico. Ora rischia di diventare una zavorra economica e d’immagine, a seconda di come andrà a finire in tribunale. In ogni caso, la vicenda aggiunge un altro capitolo scomodo alla storia recente del gruppo.