Škoda Epiq: l’elettrica che torna alla normalità
Škoda ha finalmente svelato la sua nuova scommessa, la Epiq, un modello pensato per avvicinare davvero l’auto elettrica al grande pubblico. Finora, l’offerta a batterie della casa boema si era limitata a SUV grandi e costosi. Con Epiq, invece, si torna alle origini: una proposta razionale, spaziosa e soprattutto con un prezzo che non spaventa chi, di solito, finisce per ripiegare ancora sui motori a combustione.
La nuova arrivata si inserisce nel segmento delle compatte, con una lunghezza che sfiora i 4,2 metri. Fedeli alla tradizione ceca, gli interni sfruttano lo spazio con un’efficienza quasi maliziosa. Il bagagliaio arriva a 475 litri, un dato che in questa categoria suona quasi provocatorio e mette in ombra rivali ben più ingombranti. Il linguaggio stilistico, battezzato Modern Solid, resta sobrio e concreto: minimalismo e robustezza silenziosa. I fari a LED a T e il frontale chiuso Tech Deck dichiarano subito che qui si apre una nuova era, non l’ennesima variazione sul tema Kamiq.
Scelte sensate, non numeri da eroi
Sul piano tecnico, la Epiq offre un’autonomia pensata per chi si muove in città ma non disdegna qualche fuga extraurbana. Sono previste tre versioni: al vertice la Epiq 55, con batteria da 55 kWh e fino a 430 chilometri di autonomia. Sulla carta, niente male davvero.
Le più accessibili Epiq 35 ed Epiq 40 montano una batteria da 38,5 kWh e promettono circa 315 chilometri di percorrenza. La gerarchia Škoda si riconosce subito: la base accetta solo ricarica rapida a 50 kW, quindi chi bada al portafoglio dovrà armarsi di pazienza alle colonnine. Le versioni superiori arrivano a 133 kW, rendendo i viaggi lunghi decisamente più gestibili.
Digitale, ma senza fanatismi
Dentro, la Epiq segue la strada del digitale: un grande schermo centrale da 13 pollici domina la plancia. Per fortuna, Škoda ha evitato la deriva del tutto-touch. Restano pulsanti fisici e rotelle sul volante, una scelta che salva la quotidianità dall’isteria delle superfici sensibili. I materiali riciclati abbondano nell’abitacolo, ormai un obbligo che fa contenti regolatori e clienti attenti all’ambiente.
Il prezzo è la vera sfida
L’arrivo sul mercato è previsto per il 2026, con un prezzo obiettivo attorno ai 25.000 euro. Una promessa ambiziosa: a questa cifra, la Epiq sfida la Kamiq a benzina e una schiera di rivali elettriche low cost. Se Škoda riuscirà davvero a produrla senza rimetterci, o se resterà solo un obiettivo di marketing, lo scopriremo presto.
Quello che è già chiaro è l’intenzione: con Epiq, Škoda non vuole rinnegare la sua identità pragmatica nell’era elettrica. Niente eccessi o stranezze: qui si cerca di rendere l’auto elettrica di nuovo normale.