Pneumatici invernali d’estate: il risparmio che può diventare un rischio
La stagione del cambio gomme primaverile è ufficialmente finita, ma molte auto circolano ancora con pneumatici invernali. “Finisco il vecchio treno questa estate e ne compro uno nuovo in autunno” è una frase che molti automobilisti pronunciano con una sicurezza pericolosa.
Per pochi chilometri fino al negozio e ritorno, questo ragionamento può sembrare quasi sensato. Per un vero viaggio estivo, con lunghe percorrenze, asfalto caldo, temporali improvvisi e auto a pieno carico, passa dal risparmio al rischio per la sicurezza.
Lunghe tratte autostradali, temperature elevate e una vettura familiare pesante creano esattamente le condizioni in cui uno pneumatico invernale comincia a perdere le caratteristiche per cui è stato progettato.
I test mostrano che l’asfalto caldo ammorbidisce le gomme invernali.
Il calore è il principale nemico nei lunghi viaggi estivi. La mescola di uno pneumatico invernale è studiata per lavorare con temperature sottozero. Montare lo stesso pneumatico sull’asfalto estivo, dove al sole la temperatura della superficie può superare i 40 gradi Celsius, significa rendere la mescola troppo morbida.
Non è solo teoria. I test condotti da organizzazioni automobilistiche come l’ADAC e da istituti di ricerca sul traffico indicano lo stesso problema.
Il primo nodo riguarda lo spazio di frenata. Su una superficie stradale estiva, frenare da 100 km/h con pneumatici invernali può richiedere fino a 16 metri in più rispetto a gomme estive nuove. Sono circa tre o quattro lunghezze d’auto. In un’emergenza in autostrada, quei metri possono decidere se ci si ferma in tempo oppure si finisce con forza contro l’auto davanti.
Il secondo problema è la risposta dello sterzo. In un test di evitamento, un’auto con pneumatici invernali perde compostezza molto prima. Reagisce in ritardo ai comandi, trasmette una sensazione vaga e galleggiante, e il posteriore può partire più facilmente del previsto.
Poi c’è l’aquaplaning. Durante un acquazzone estivo, l’acqua si accumula nei solchi profondi della strada. Il battistrada di uno pneumatico invernale è fitto e pensato per gestire neve e fanghiglia, non grandi quantità di acqua stagnante. Uno pneumatico invernale usurato può perdere il contatto con l’asfalto già intorno a 70, 80 km/h, mentre una gomma estiva adeguata continua a lavorare in modo molto più sicuro alle velocità autostradali.
Il mito del risparmio di carburante.
Molti automobilisti difendono l’idea di consumare le vecchie gomme invernali d’estate come un modo per risparmiare. La fisica è meno comprensiva. I lunghi viaggi autostradali estivi con pneumatici invernali vecchi possono costare di più alla pompa.
Poiché la gomma è più morbida e i tasselli del battistrada si muovono di più sull’asfalto caldo, la resistenza al rotolamento aumenta in modo sensibile. Misurazioni indipendenti indicano che guidare con pneumatici invernali in estate può far crescere il consumo medio di carburante del 3% al 5%.
Caricando l’auto con i bagagli delle vacanze e viaggiando a lungo a 110, 120 km/h, la penalizzazione può avvicinarsi all’8%. Su un tragitto lungo significa pagare diversi pieni di carburante solo per trasformare energia in calore e usura degli pneumatici.
Nessuna alternativa? Come ridurre il rischio.
Il denaro può scarseggiare e a volte comprare pneumatici estivi semplicemente non è possibile. Quando un vecchio treno di invernali è davvero l’unica opzione per un viaggio estivo, il conducente deve cambiare modo di guidare.
Controllare la pressione prima di partire è fondamentale, soprattutto con l’auto a pieno carico. Bisogna usare la pressione massima raccomandata dal costruttore per il veicolo carico, di solito indicata su un adesivo nel montante della porta del conducente. Una pressione più alta rende leggermente più rigida la struttura morbida dello pneumatico, riduce il surriscaldamento in autostrada e migliora stabilità e consumi.
Serve lasciare molto più spazio del solito. Poiché lo spazio di frenata è decisamente più lungo, la distanza dall’auto che precede dovrebbe essere almeno il doppio di quella normalmente mantenuta. Quei secondi in più contano.
Con la pioggia intensa bisogna rallentare molto. Non si deve cercare di mantenere il limite di velocità durante un temporale estivo. La soglia di aquaplaning è più bassa con pneumatici invernali vecchi. Meglio scendere a 70 o 80 km/h ed evitare, quando possibile, i solchi profondi pieni d’acqua.
Curve e sorpassi vanno affrontati con calma. Niente sterzate brusche. Uno pneumatico morbido non ama i cambi di direzione improvvisi. I sorpassi vanno pianificati per tempo, mantenendo l’auto composta e guidando in modo fluido nelle curve.
Risparmiare nel posto sbagliato.
Cercare di risparmiare qualche centinaio di euro affrontando un viaggio familiare in piena estate con vecchi pneumatici invernali è un classico falso risparmio. Il maggiore consumo di carburante erode il vantaggio, mentre i rischi per la sicurezza sono molto concreti.
Quando le circostanze non lasciano alternative, pressione controllata, distanze più ampie e uno stile di guida molto più tranquillo diventano l’unica vera assicurazione. I vecchi pneumatici invernali possono sembrare ancora utilizzabili nel vialetto di casa. Su un’autostrada rovente d’estate, possono perdonare molto meno.