Honda NSX Tribute by Italdesign
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Italdesign NSX Tribute: la supercar giapponese veste italiano

Autore auto.pub | Pubblicato il: 13.01.2026

Italdesign ha deciso di riportare sotto i riflettori la seconda generazione della Honda NSX, ormai quasi dimenticata nel panorama delle supercar, presentando la propria interpretazione chiamata NSX Tribute. Con l’obiettivo dichiarato di soddisfare chi trovava il futurismo del modello originale troppo sobrio, la carrozzeria torinese ha rivoluzionato sia l’estetica sia gli interni. Il risultato? Un’auto che sfoggia una gigantesca barra luminosa posteriore rettangolare, più scenografica che aerodinamica.

Dal momento che la produzione della seconda generazione della Honda NSX si è conclusa solo nel 2022, in Italdesign non hanno sentito il bisogno di reinventare la meccanica o sviluppare una nuova piattaforma. Hanno invece mantenuto il già collaudato sistema ibrido: un V6 biturbo da 3,5 litri abbinato a tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 610 cavalli scaricati a terra. La trasmissione automatica doppia frizione a nove rapporti invia la coppia a tutte e quattro le ruote, permettendo uno scatto 0–100 km/h in circa tre secondi. Numeri che bastano e avanzano per soddisfare anche il collezionista più esigente.

Tutto il progetto, però, è avvolto da un’aura di esclusività e mistero: Italdesign non ha ancora chiarito da dove provengano le vetture di base. Considerando che nel mondo esistono meno di 3.000 esemplari di questa NSX, i futuri clienti dovranno sacrificare la propria auto o sperare che l’atelier riesca a reperire un esemplare di qualità sul mercato dell’usato. Ancora una volta, una produzione limitata e un approccio su misura trasformano una supercar già rara in un oggetto di design praticamente irraggiungibile, con prezzo e numeri finali riservati solo agli addetti ai lavori.

L’incursione italiana nell’ingegneria giapponese è una mossa audace, soprattutto considerando che nessuno ha messo mano alla parte tecnica. Tutto il focus è sull’identità visiva, nella convinzione che il “design italiano” sia un argomento sufficiente per convincere i proprietari a stravolgere le loro Honda già rare. Se quella barra luminosa e gli interni rivisti valgano la fatica (e la probabile fattura a sei zeri) resta una questione privata tra cliente e banca.