Chrysler Airflow cambia pelle e punta su un SUV più concreto
Un nuovo video ufficiale multienergia di Stellantis potrebbe aver mostrato il primo assaggio del prossimo SUV Chrysler, l’Airflow. Se i media americani hanno letto bene gli indizi, il modello non arriverà più come manifesto elettrico puro, ma come SUV monoscocca per famiglie con più opzioni di propulsione.
Airflow non è più solo una concept car
Chrysler aveva presentato per la prima volta un concept elettrico con il nome Airflow nel 2022. All’epoca il marchio parlava di un’autonomia fino a 644 km, due moduli di trazione elettrica da 150 kW e assistenza alla guida di Livello 3. L’ultimo indizio racconta però una storia molto più concreta. Il veicolo visto nel video appare più squadrato, con un frontale più verticale e proporzioni più pratiche, lontano dallo stile da coupé futuristica che molti si aspettavano.
Motor1 ha notato una misteriosa Chrysler nel video multienergia di Stellantis e l’ha collegata all’Airflow. Car and Driver ha aggiunto di aver visto lo stesso modello all’Investor Day di Stellantis e ritiene anch’essa che il veicolo mostrato nel filmato sia il futuro Airflow. Chrysler, però, non ha ancora associato ufficialmente il nome Airflow a quel fotogramma, quindi si tratta di un indizio forte, ma ancora non confermato.
Una svolta tecnica dall’elettrico puro a più propulsioni
La disposizione vista nel video punta a un motore termico montato trasversalmente. Le fonti statunitensi lo collegano al 1.6 turbo della Jeep Cherokee, che eroga 132 kW e 300 Nm da solo, oppure 157 kW e 312 Nm in configurazione ibrida. Secondo i dati Jeep, la Cherokee ibrida consuma in media circa 6,4 l/100 km e può percorrere oltre 805 km con un pieno.
Questo cambia il posizionamento dell’Airflow. Chrysler probabilmente non sta cercando di sfidare Tesla Model Y o Hyundai Ioniq 5 solo con un’immagine elettrica. Stellantis sembra piuttosto intenzionata a costruire un modello flessibile, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato americano, con motore benzina, ibrido tradizionale e, più avanti, anche una variante elettrica. Le versioni più ricche potrebbero inoltre adottare il nuovo motore turbo Hurricane 4, che le fonti statunitensi indicano attorno a 242 kW.
STLA One trasforma Airflow in un progetto industriale, non in una nicchia
L’Airflow dovrebbe poggiare sulla STLA One, la nuova piattaforma modulare di Stellantis per modelli dei segmenti B, C e D. Il gruppo dice che l’architettura ridurrà la complessità, permetterà di condividere i componenti su larga scala e supporterà diversi tipi di propulsione. La piattaforma entrerà in uso nel 2027, supporterà un’architettura elettrica a 800 volt e dovrebbe in prospettiva fare da base per oltre 30 modelli.
Per Chrysler è un passaggio cruciale. Oggi il marchio vive quasi interamente attorno al monovolume Pacifica, mentre il cuore del mercato statunitense batte al ritmo degli SUV. L’Airflow dovrà quindi fare due cose insieme, dare a Chrysler un’identità più moderna e mantenere un prezzo abbastanza basso da confrontarsi con Toyota RAV4, Honda CR V e Hyundai Tucson.
Il prezzo punta al mercato di massa
Secondo Car and Driver, l’Airflow punta a un prezzo inferiore a 40.000 dollari negli Stati Uniti, circa 34.400 euro. Non si tratta però di un prezzo da salone europeo, perché negli USA i listini di norma escludono le tasse locali e i costi dell’omologazione europea. Le Chrysler Arrow e Arrow Cross dovrebbero restare sotto i 30.000 dollari negli Stati Uniti, circa 25.800 euro.
Da una prospettiva europea, il nome più interessante è Fiat Grizzly. Reuters ha riportato che Fiat inizierà a vendere Grizzly e Grizzly Fastback in Europa, Medio Oriente e Africa nella seconda metà del 2026. Le fonti statunitensi collegano Chrysler Arrow e Arrow Cross a quei modelli Fiat, segno che Stellantis userà la stessa base tecnica con marchi diversi su continenti diversi.
Per ora Chrysler resta ai margini in Europa
Per gli acquirenti europei, è improbabile che l’Airflow diventi un nuovo modello diretto nel breve periodo. Stellantis considera Chrysler un marchio regionale, mentre Jeep, Ram, Peugeot e Fiat ricevono il focus principale degli investimenti globali. In Europa, quello spazio sarà con ogni probabilità occupato da Peugeot, Opel, Citroën e Fiat più che da Chrysler.
Ed è proprio per questo che l’Airflow conta sul piano strategico. Mostra come Stellantis stia prendendo le distanze dalla fase in cui ogni marchio sembrava destinato a correre verso un futuro completamente elettrico. Ora contano di più flessibilità, prezzo e volumi. Per Chrysler, questa potrebbe essere la ricetta della sopravvivenza: non un veicolo elettrico di nicchia scintillante, ma un vero SUV familiare capace di affrontare la vita di tutti i giorni e di dare finalmente al marchio un secondo pilastro.
Scheda tecnica
L’Airflow dovrebbe usare la piattaforma STLA One, compatibile con propulsioni benzina, ibride ed elettriche.
Un possibile motore di base è il 1.6 turbo della Jeep Cherokee, con 132 kW e 300 Nm da solo.
Il sistema ibrido della Cherokee eroga 157 kW e 312 Nm e, secondo i dati statunitensi, consuma circa 6,4 l/100 km.
Le versioni più costose potrebbero adottare il motore turbo Hurricane 4, con una potenza di circa 242 kW.
Il prezzo obiettivo dichiarato negli USA è inferiore a 40.000 dollari, circa 34.400 euro al netto delle tasse.