Bugatti Veyron: ritorno esclusivo per pochi eletti
Bugatti si prepara a giocare con le emozioni, e lo fa a un prezzo fuori dal comune. La casa francese intende riportare in vita il nome Veyron, non per una produzione di massa ma per un ristretto gruppo di collezionisti. Se le indiscrezioni sono corrette, Bugatti svelerà una nuova hypercar ultra esclusiva il 22 gennaio, esattamente vent’anni dopo il debutto della Veyron originale. La scelta della data non è casuale e il messaggio è tutt’altro che sottile.
La scorsa estate Bugatti ha inaugurato una nuova direzione chiamata Solitaire, pensata per creare esemplari unici destinati a clienti che trovano la produzione di serie troppo banale. Il primo esperimento è stato la hypercar Brouillard, costruita in un solo esemplare e subito custodita in una collezione privata.
Il secondo progetto Solitaire tocca corde ben più sensibili. Secondo fonti interne, Bugatti sta preparando un modello che rende omaggio diretto alla Veyron, l’auto che ha riscritto le regole delle hypercar.
La Veyron non è mai stata solo una questione di velocità. Ha fissato un nuovo standard: è stata la prima vettura di serie a superare i 1.000 cavalli e la prima a oltrepassare ufficialmente i 400 chilometri orari. Ma soprattutto, Bugatti è riuscita a fondere prestazioni estreme e vero lusso, senza compromessi da nessuna delle due parti.
Non stupisce quindi che il nome Veyron sia diventato il simbolo più potente per il secondo capitolo di Solitaire.
La nuova hypercar esclusiva dovrebbe poggiare sulla piattaforma della Chiron, proprio come la Brouillard. Esteticamente, però, guarda consapevolmente alle origini Bugatti. La carrozzeria richiama la Veyron 16.4 originale, compresa la leggendaria livrea rosso e nero che ha reso il modello iconico.
Sul fronte tecnico, la scelta appare conservativa per gli standard Bugatti. A differenza della nuova Tourbillon, l’auto manterrà il motore W16 turbo. La potenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.600 cavalli, a dimostrazione che la narrazione emozionale non sacrifica i numeri da copertina.
La divisione Solitaire prevede di realizzare non più di due esemplari all’anno. Il ritmo è voluto: Bugatti non insegue la velocità del progresso tecnologico, ma punta su artigianalità, racconto e storia.
La Brouillard ha già dimostrato che Solitaire non cerca la rivoluzione tecnica, ma un intento estetico e filosofico. Di fatto era una coupé costruita sulla base meccanica della W16 Mistral, con modifiche limitate a design e interni.
Con l’elettrificazione che avanza, i marchi di lusso si aggrappano sempre più ai loro miti storici. Il messaggio di Bugatti è chiaro: non si tratta di negare il futuro, ma di un addio curato nei minimi dettagli all’età d’oro del motore a combustione.