Bentley Bacalar: Crollo di Valore per la Rarità di Crewe
La Bentley Bacalar doveva essere una certezza per i collezionisti, un’auto destinata a salire di valore con la stessa sicurezza che contraddistingue il marchio. La realtà si è rivelata molto più prosaica: una delle sole 12 Bacalar prodotte è passata di mano a un’asta di Abu Dhabi per una cifra più che dimezzata rispetto al prezzo di listino. Il lusso resta, la magia finanziaria no.
Durante l’asta RM Sotheby’s organizzata nel weekend di Formula 1 ad Abu Dhabi, una Bentley Bacalar è stata venduta per 876.785 dollari, circa 806.000 euro. L’auto aveva percorso appena 1.131 chilometri in tutta la sua esistenza. Per confronto, Bentley chiedeva almeno 1,5 milioni di sterline, circa 2 milioni di dollari, al debutto del modello nel 2020. Una perdita superiore al 50% non lascia spazio a illusioni.
L’esemplare battuto all’asta è stato costruito nel 2021 e portava il numero di telaio cinque. Le descrizioni dell’epoca sottolineavano una combinazione particolarmente curata di colori e materiali: carrozzeria Memphis Red, interni in pelle crema con dettagli bordeaux, metalli satinati e inserti in legno raro, anche se Bentley, come da tradizione, è rimasta vaga sull’origine esatta delle essenze.
Sulla carta, un capolavoro artigianale. Nei fatti, i collezionisti sono rimasti freddi. La vendita della Bacalar ha ribadito una verità semplice: la rarità non basta a garantire valore d’investimento, nemmeno quando lo stemma pesa come un sigillo.
Una delle ragioni del raffreddamento dell’interesse va cercata nelle basi tecniche della Bacalar. Se design e pannelli sono opera della divisione su misura Mulliner, la roadster poggia sulla piattaforma della Bentley Continental GT. Lusso, certo, ma niente di unico.
Sotto il cofano c’è il noto W12 da 6,0 litri, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti e trazione integrale. Il risultato è fluidità e prestazioni senza sforzo, ma poca esclusività tecnica. In sostanza, chi ha comprato ha pagato una cifra straordinaria per una meccanica familiare vestita da fuoriserie.
Il verdetto dell’asta è chiaro: anche le auto più rare e costose devono offrire qualcosa in più di bellezza e blasone. Quando manca la sostanza, il mercato non perdona.