I sistemi di assistenza alla guida promettono sicurezza, ma i proprietari stanno perdendo la pazienza
L’indagine Driver Power 2026 di Auto Express mette in luce una contraddizione scomoda per l’industria dell’auto. Le vetture nuove montano sempre più tecnologia di sicurezza, ma i proprietari giudicano sempre peggio l’esperienza d’uso. Il calo più netto riguarda la categoria dei sistemi elettronici di sicurezza, dove la soddisfazione è scesa dal 90,36% del 2024 all’82,56% del 2026.
Gli automobilisti non stanno rifiutando la sicurezza. Stanno rifiutando sistemi che emettono segnali acustici troppo spesso, tirano il volante, leggono male i cartelli dei limiti di velocità e costringono a iniziare ogni viaggio passando dai menu delle impostazioni.
La tecnologia di sicurezza è diventata un problema di usabilità
Secondo Driver Power 2026, la soddisfazione media complessiva sui 50 modelli più popolari è scesa dall’89,58% del 2024 all’84,20%. I punteggi sono diminuiti in tutte le 10 categorie analizzate, ma i sistemi di sicurezza hanno registrato il calo più marcato.
Il dato conta perché gli ADAS, cioè i sistemi avanzati di assistenza alla guida, sono diventati uno dei principali argomenti di vendita delle auto nuove. Il termine comprende un’ampia gamma di funzioni, tra cui frenata automatica d’emergenza, avviso di uscita dalla corsia, mantenimento di corsia, monitoraggio dell’angolo cieco, rilevamento dell’affaticamento del conducente, assistenza intelligente alla velocità e cruise control adattivo.
Sulla carta, tutto questo dovrebbe rendere la guida più sicura e meno stressante. Nella pratica, dipende da quanto bene l’auto interpreta ciò che la circonda e da quanto interviene con sensibilità.
È qui che il rapporto si incrina. Un avviso per un pericolo reale viene accettato rapidamente. Un avviso a ogni sorpasso, in ogni tratto di cantiere, con una telecamera sporca o per un cartello letto male diventa presto rumore di fondo. E il rumore di fondo viene disattivato.
Quattro automobilisti su 10 hanno disattivato dei sistemi
Uno studio di Brake e AXA UK dà ancora più peso ai risultati di Driver Power. Ha rilevato che il 41% degli automobilisti intervistati aveva disattivato almeno un sistema di sicurezza della propria auto, nella maggior parte dei casi perché lo trovava fastidioso.
Allo stesso tempo, l’82% degli automobilisti ha dichiarato che la valutazione di sicurezza dell’auto conta nella scelta d’acquisto, ma solo il 36% era sicuro di sapere quali sistemi di sicurezza fossero effettivamente presenti sulla propria vettura.
Non è un piccolo problema di comodità. È un problema di fiducia. Se chi guida non capisce che cosa stia facendo un sistema, perché stia intervenendo o quando possa sbagliare, la collaborazione si trasforma rapidamente in resistenza. In teoria l’auto può offrire più sicurezza, ma nella pratica il conducente ne usa meno perché l’esperienza appare invasiva o imprevedibile.
Le frustrazioni maggiori arrivano spesso dai sistemi che intervengono sullo sterzo o con avvisi sonori ripetuti. Il mantenimento di corsia può sembrare un avversario più che un aiuto sulle strade strette, nei cantieri o in autostrada con segnaletica orizzontale poco chiara. I sistemi di monitoraggio del conducente possono far scattare avvisi mentre si controllano gli specchietti, si guarda la strumentazione o si dà un’occhiata a una strada laterale. L’assistenza intelligente alla velocità può leggere male un cartello e trasformare un tragitto normale in qualcosa di inutilmente teso.
Le regole UE rendono il problema più difficile da ignorare
Per l’Europa il tema è particolarmente importante. In base al Regolamento generale sulla sicurezza dell’UE, tutti i nuovi veicoli venduti dal 7 luglio 2024 devono essere equipaggiati con un pacchetto più ampio di sistemi attivi di sicurezza. Tra questi figurano l’assistenza intelligente alla velocità, la frenata d’emergenza, l’avviso o la prevenzione dell’uscita di corsia, il monitoraggio della sonnolenza e dell’attenzione del conducente, oltre ad altre funzioni di sicurezza attiva.
L’obiettivo è giusto: meno morti e meno feriti gravi. Il problema è la taratura. Quando un sistema obbligatorio funziona bene, il guidatore lo vive come una rete di sicurezza invisibile. Quando funziona male, ogni partenza diventa una piccola discussione con l’auto.
Questa è la differenza tra un buon ADAS e uno cattivo. Un buon sistema interviene di rado, con precisione e in modo chiaro. Uno cattivo ricorda continuamente al guidatore che è presente.
I touchscreen ripetono lo stesso errore
Driver Power 2026 non racconta solo i sistemi di assistenza alla guida. Sono scesi anche i punteggi per infotainment e design degli interni. Secondo Auto Express, la valutazione dell’equilibrio tra comandi touch e comandi fisici è passata dall’89,1% del 2024 all’84% del 2026. Il punteggio relativo alla facilità d’uso è sceso dall’87,8% all’81,4%.
È lo stesso errore in un’altra forma. I costruttori hanno spostato troppe funzioni sugli schermi perché l’effetto è moderno, riduce la complessità dell’hardware e consente aggiornamenti software. Ma il guidatore non usa l’auto su uno stand da salone. Guida con la pioggia, al buio, nel traffico, con i guanti, nel caos familiare e dovendo prendere decisioni in una frazione di secondo.
In queste condizioni, un pulsante fisico mantiene un vantaggio semplice: il guidatore può trovarlo al tatto.
Anche Euro NCAP si muove nella stessa direzione. Il suo schema di valutazione 2026 darà più peso al modo in cui i guidatori accedono alle funzioni di base e premierà i comandi fisici per funzioni chiave come indicatori di direzione, luci di emergenza, tergicristalli e clacson.
La Tesla Model 3 mostra che il problema non è solo lo schermo
La vincitrice assoluta di Driver Power 2026 complica il ragionamento. La Tesla Model 3 concentra gran parte della logica dei comandi sul touchscreen centrale, eppure secondo Auto Express ha vinto anche la categoria dei sistemi di sicurezza con un punteggio di 89,7%.
Questo non dimostra che i pulsanti fisici siano irrilevanti. Dimostra che coerenza e prevedibilità contano quanto il tipo di comando.
Sulla Tesla, i guidatori sembrano capire che cosa stiano facendo i sistemi e dove si trovino i comandi. Un approccio del genere non andrà bene per ogni auto o per ogni conducente, ma mostra perché alcune tecnologie vengano accettate mentre altre suscitano fastidio.
La combinazione peggiore non è semplicemente un touchscreen. È un touchscreen abbinato a sistemi di assistenza alla guida nervosi e iperattivi. A quel punto l’auto non dà più l’impressione di aiutare. Sembra sorvegliare.
La stessa frustrazione si vede negli Stati Uniti
Non è solo un problema britannico o europeo. Anche gli studi Tech Experience Index di J.D. Power hanno mostrato che molte nuove tecnologie non risolvono un problema chiaro per i proprietari, oppure diventano irritanti nell’uso quotidiano.
Per le case automobilistiche, questo cambia la definizione di qualità. Non basta più avere un abitacolo silenzioso, materiali solidi e componenti meccaniche durevoli. Software, menu, avvisi e sistemi di monitoraggio plasmano ormai l’esperienza di possesso con la stessa forza.
Un’auto che irrita il guidatore ogni mattina non dà una sensazione di qualità, per quanto avanzata possa essere la sua tecnologia.
La sicurezza non deve diventare intrusione
La lezione sbagliata sarebbe sostenere che i sistemi di assistenza alla guida siano un male. Non lo sono. Un sistema di frenata automatica d’emergenza ben tarato, il monitoraggio dell’angolo cieco o il cruise control adattivo possono evitare incidenti e salvare vite.
La domanda non è se questa tecnologia abbia posto nelle auto. La domanda è se sia tarata abbastanza bene da conquistare la fiducia del guidatore.
Un’auto dovrebbe avvisare quando il rischio è reale. Dovrebbe intervenire quando il guidatore ha bisogno di aiuto. Dovrebbe restare silenziosa quando il guidatore ha il controllo. Troppi sistemi non trovano ancora questo equilibrio.
L’esperienza d’uso sta diventando un fattore d’acquisto
Poiché le regole UE stanno rendendo obbligatori molti sistemi di sicurezza, i costruttori non possono più distinguersi semplicemente offrendo il mantenimento di corsia o il supporto al rispetto dei limiti di velocità. Il vantaggio andrà ai marchi che riusciranno a far funzionare questi sistemi meglio delle soluzioni rivali.
Questo significa investire non solo in sensori, ma nell’intera esperienza d’uso: menu più chiari, avvisi sonori meno aggressivi, una logica migliore delle telecamere, impostazioni più semplici e, dove serve, veri comandi fisici.
Potenza, consumi e capacità del bagagliaio restano importanti. Ma nella prossima ondata di auto nuove, il marchio che irriterà meno chi guida potrebbe avere il vantaggio più forte.
Un’auto moderna non ha bisogno di dimostrare ogni pochi secondi quanto sia intelligente. Deve aiutare in silenzio, intervenire con intelligenza e lasciare che il guidatore guidi.